Mestieri
La campagna, la natura, il bosco hanno sempre dato vita anche a molti
mestieri, oramai quasi del tutto scomparsi, di cui la gente del luogo è
vissuta per secoli. Il carbonaio, il macchiaiolo, il tagliatore e il
bracino erano figure comunissime in una realtà strettamente legata alla
presenza della foresta, la quale poteva fornire risorse e occasioni di
sopravvivenza anche nei periodi più difficili. Fino alla metà del '900,
un' attività tipica della zona era quella della transumanza, che occupava
moltissime famiglie di pastori che per decenni hanno portato le loro
greggi a trascorrere l'inverno in Maremma. Alla transumanza si legavano i vari mestieri necessari a renderla possibile: il boscaiolo, il
vergaio, o capogruppo, il tosatore di pecore o lo stesso pinottolaio che, giunto in Maremma, si dedicava alla raccolta delle pine da frutto. L'allevamento del bestiame forniva anche altre occupazioni tipiche dei borghi rurali da cui è costellato il territorio di Chiusi, come ad esempio il fabbro, il maniscalco, lo stesso falegname o il castrino, figura itinerante per i paesi con il compito di castrare i maiali per l'ingrasso o i polli destinati a divenire capponi.
Le donne si dedicavano infine quasi esclusivamente ai lavori domestici e agricoli; esse integravano a volte l'economia familiare filando la lana, tessendo al telaio o intrecciando la paglia. Quest'ultima attività era tipica della zona e le trecciaiole di Chiusi erano famose per i loro prodotti, che venivano usati anche per la lavorazione industriale.
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