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V.le S.Francesco 42 - 52010 - Chiusi della Verna (AR) - Tel. 0575/599611


II° Itinerario: La Vallesanta - parte 1

Il secondo itinerario percorribile partendo dal paese di Chiusi traccia un ideale collegamento tra i due più importanti centri spirituali del Casentino, il Santuario de La Verna ed il monastero di Camaldoli, passando da un altro sito religioso di particolare rilievo negli itinerari della Fede, la Badia di Prataglia. 

croce sulla vallesanta (m.m.)

Croce sulla Vallesanta (M.M.)

chiesa di giampereta (m.m.)

La chiesetta di Giampereta (M.M.)

Ritornati verso La Beccia, all'altezza della deviazione per Dama e Bibbiena, imbocchiamo a destra la SP 62 e facciamo il nostro ingresso nella Vallesanta. Poco dopo l'inizio della provinciale, entriamo per un breve tratto all'interno del Parco delle Foreste Casentinesi che si spinge nel territorio di Chiusi per inglobare nei propri confini il monte Penna con il Santuario e con la Foresta Monumentale della Verna. La strada, da cui si gode una bellissima vista sull'intero Casentino, comincia a scendere e, dopo alcuni tornanti, una deviazione sulla sinistra ci conduce al primo borgo della Vallesanta, Giampereta (m.825).
Come quasi tutti i paesi della Valle, Giampereta è stato negli ultimi decenni abbandonato dalla quasi totalità degli abitanti, che vi tornano spesso in villeggiatura durante i mesi estivi. All'ingresso del piccolo nucleo troviamo la chiesetta di S. Maria e S. Silvestre, ben restaurata come del resto tutte le abitazioni del borgo. Da Giampereta parte il sentiero 055, di collegamento con La Verna. Riprendendo la SP 62 continuiamo il nostro viaggio attraverso la Vallesanta. La strada continua a scendere, fino a che giunge alla confluenza tra il torrente Corsalone ed il Fosso della Selva. In corrispondenza del ponte che scavalca il Corsalone parte, sulla destra, il sentiero 057 che porta al Passo delle Gualanciole passando da Montesilvestre (m. 826)

calanchi in vallesanta (m.m.)

Calanchi in Vallesanta (M.M.)

Il paese che, nella seconda metà del Settecento, era abitato da almeno 70 persone, è oggi completamente abbandonato, anche perché privo di qualsiasi via di accesso transitabile. All'interno del borgo, di struttura tipicamente montana, si possono ancora vedere edifici estremamente interessanti, come una casa padronale e la chiesa dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano, ricordata sin dal 1155 e dotata di un grazioso campanile a vela.
Questa zona della Vallesanta è caratterizzata da numerosi calanchi marnosi, originati dalla dilavazione delle acque, che accentuano il carattere selvaggio ed aspro del territorio.
La strada provinciale continua fino ad un'altra deviazione secondaria sulla destra, che conduce, tramite una stradina erta e malagevole, a Montefatucchio (m.826). In cima al colle a forma conica che dà nome al borgo, sorgeva anticamente una fortificazione, di cui oggi rimangono solo un ammasso di rovine. La rocca fu dapprima possesso dei Vescovi d'Arezzo, che controllavano per suo tramite l'importante Passo di Serra con la via Romea per la Romagna, poi dei conti Stufi. Il paese di Montefatucchio, la cui parrocchia contava ben 528 anime nel 1551, è oggi completamente disabitato e si risveglia soltanto durante l'estate con il ritorno di numerosi proprietari non residenti. Vicino alla provinciale è ancora visitabile la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, anch'essa abbandonata e quasi riassorbita dal bosco dopo aver svolto per secoli con il suo fonte battesimale un ruolo primario per tutta la vallata. Da Montefatucchio parte il sentiero 059, che collega la valle del Corsalone con quella del Tevere presso Valsavignone.
La SP 62 si dirige poi verso Rimbocchi. Prima di arrivare a quest'ultimo centro una deviazione sulla destra ci conduce a Biforco (m. 666) dopo una salita di circa due chilometri. Il paese è nominato negli atti civili sin dal 1052 e conserva al suo interno la chiesa di S. Michele, che svolgeva nei tempi passati l'importante funzione di ritrovo per chi abitava le case sparse su queste zone montane.

chiesa di montefatucchio (m.m.)

La chiesetta di Montefatucchio (M.M.)

Da Biforco la strada, che diventa presto sterrata, continua ad inerpicarsi sul fianco della montagna. Dopo poche centinaia di metri dal paese troviamo una prima biforcazione. A sinistra un viottolo, parte del sentiero 068 di collegamento col sentiero GEA, conduce ai nuclei di Aioli, ove un tempo esisteva un hospitium per i pellegrini, e di Scapruggine (m. 665). La via principale continua invece a salire fino ad incontrare un'altra biforcazione. Prendendo verso destra toccheremo i nuclei di Valle Santa, del Doccione, un tempo villa padronale e, attraverso una breve deviazione, da cui passa il sen. 067 (collegamento con il GEA presso la Rotta dei Cavalli), del Ronco. 

chiesa di biforco (m.m.)

La chiesa di Biforco (M.M.)

Più in alto è il Romitorio, posto di tappa e di ritiro per i frati francescani. Continuando dal Doccione, la strada conduce fino al Passo delle Gualanciole verso la Valtiberina toscana e, con un percorso più disagevole, al Poggio Tre Vescovi.

La diramazione verso sinistra dalla via di Biforco conduce invece a Serra, attraverso un viottolo che costituisce il tratto terminale del sentiero 069, che collega la SP 62 al sen. 59. Lungo il percorso, panoramico sulla valle del torrente Corezzo, incontriamo la casa padronale Fatucchio, risalente alla fine del Settecento, con annessa una cappella, Capanno Morino e poi il casale Ferrale. Serra (m. 810) appare dopo un paio di curve al di sotto della strada. Il borgo è molto ben ristrutturato ed è dotato di una caratteristica chiesetta dedicata a S. Niccolò. A monte dell'abitato sono ancora visibili, tra la boscaglia, tratti dell'antica via Romea, citata negli Annales Stadenses dell'abate tedesco Alberto (XIII secolo) che, attraverso l'omonimo passo, faceva comunicare la Romagna con il Casentino.

>>> Continua....

 

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