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V.le S.Francesco 42 - 52010 - Chiusi della Verna (AR) - Tel. 0575/599611


I° Itinerario: Chiusi della Verna - Parte 1

All'ingresso del Capoluogo comunale provenendo da Rassina una strada sulla destra, la SP 54, conduce verso Caprese Michelangelo, in Valtiberina. La via principale entra invece in una piazzetta detta del “monumento” (Piazza dei Caduti), nella quale si può vedere la fontana pubblicitaria del Campari, risalente al 1931 e realizzata, assieme ad altre 12 fontane pubblicitarie, dallo scultore G. Gronchi. Dalla piazzetta si può salire, attraverso antichi camminamenti che passano all'interno della parte più antica del paese, a ciò che resta del castello del “Conte Orlando”, che caratterizza con la sua mole incombente l'intero centro storico di Chiusi della Verna (m. 950). 
fontana del campari (m.m.)

La fontana del Campari (M.M.)

La costruzione doveva essere originalmente molto più grande di come si presenta adesso ed era munita di una torre e di un forte cassero, ma gran parte delle pietre che la componevano è stata nei secoli riutilizzata per edificare altre opere pubbliche e private, come il campanile della Verna (1486), l'Ospizio delle Donne alla Beccia (1628) e molte abitazioni del nucleo ottocentesco del paese. Oggi, dopo un restauro protrattosi fin dagli anni Cinquanta per volere degli attuali proprietari e della Soprintendenza, le rovine appaiono più leggibili di quanto non lo fossero, a giudicare da vecchie fotografie, ai primi del '900. Anche se tali restauri hanno un po' attutito l'aura romantica che promanava dalle antiche vestigia aggrappate alla roccia, il luogo è sempre estremamente suggestivo, e dalle mura si può godere di una bellissima vista su Chiusi e sulla valle verso est.

il castello del conte orlando (a.c.)

il castello del "Conte Orlando" (A.C.)

Di fianco ai ruderi del castello si trovano altri due importanti monumenti: la podesteria e la chiesetta di S. Michele Arcangelo. Quest'ultima venne edificata nel 1338 per volere della Contessa Giovanna, moglie del Conte Angelo Tarlato Tarlati. La chiesa, di impianto molto semplice, è fondata, come del resto il castello, sulla viva roccia. Alcuni interventi subiti nel tempo ne hanno in parte alterato l'aspetto originario; sono state aggiunte la Cappella della Madonna del Rosario ed un nuovo presbiterio, è stata coperta l'antica porta di accesso sostituita dall'attuale, la chiesa è stata allungata ed è stato sostituito l'originario campanile, pericolante, con uno più moderno a vela.

la chiesetta di san michele arcangelo (u.f.)

La chiesetta di S. Michele Arcangelo (U.F.)

Nella facciata rimane comunque ancora la targa fatta apporre dalla Contessa Giovanna: ANNO DOMINI MCCCXXLVIII DOMINA COMITISSA JOHANNA UXOR DOMINI TARLATI DE PETRAMALA FECIT FIERI HOC OPUS. La podesteria ha anch'essa subito negli anni molte modifiche che impediscono di leggerne l'impianto originale. Una targa sul muro riporta l'anno 1650. Sul portale di pietra è scolpita la scritta IUSTUS DILEXIT IUSTITIA.

la podesteria (m.m.)

La podesteria (M.M.)

Dalla piazzetta del Monumento la strada provinciale 60 continua fino ad immettersi nella SS208. Alcune decine di metri prima della congiunzione tra le due strade, una deviazione sulla sinistra ci porta, dopo essere passati attraverso la parte più recente del paese, con la nuova chiesa ed il campo sportivo, all'antico borgo di Vezzano (m. 880). 
Nella piazzetta di questo grazioso nucleo, un tempo avamposto del castello di Chiusi, si eleva la chiesa di S. Maria Assunta. La chiesa ha il titolo di Pieve ed era dotata sin dalla sua edificazione di un fonte battesimale al quale venivano portati tutti i bambini dei dintorni, quasi sicuramente compresi quelli di Chiusi, Una targa sul fianco della pieve ricorda come secondo un'antica tradizione venisse qui battezzato il piccolo Michelangelo. Da Vezzano passa il sentiero 044 del CAI, che collega la SP 54, sopra il ponte sul torrente Rassina e l'innesto con il sentiero 043 sopra Case Nuove. Tornati alla provinciale, proseguiamo fino ad immetterci nella SS 208. Imboccata quest'ultima arteria ci dirigiamo verso destra in direzione di Pieve S. Stefano.

la pieve di vezzano (m.m.)

La Pieve di Vezzano (M.M.)

Dopo poche centinaia di metri, all'altezza della cosiddetta “Casa di Mario”, troviamo sulla destra una stradina che conduce al castello del conte Orlando; proseguendo verso Pieve S. Stefano, dopo uno stretto tornante, una deviazione della 208 sulla sinistra conduce a La Verna (m. 1129), il vero cuore del territorio di Chiusi ed uno dei più importanti luoghi della Fede del mondo occidentale. Il santuario, fondato da S. Francesco nel 1214 e meta di molti suoi viaggi e soggiorni, si è sviluppato nei secoli, arricchendosi di edifici ed opere d'arte.

panoramica del santuario de la verna (afsv)

Panoramica sul Santuario de La Verna (Archivio Fotografico Santuario de La Verna)

Sono qui da visitare la Chiesa di S. Maria degli Angeli, la prima costruita a La Verna, risalente al 1216-17 e contenente terrecotte policrome di Andrea della Robbia; la Basilica di Santa Maria Assunta, costruita fra il 1348 ed il 1509, con al suo interno altre terrecotte robbiane e un monumentale organo cinquecentesco di rara qualità al quale si esibiscono ogni estate musicisti di fama internazionale provenienti da tutto il mondo in occasione del Festival Internazionale di Musica d'Organo; la cappella di Santa Maria Maddalena, fatta edificare alla fine del sec. XIV dalla contessa Caterina Tarlati di Pietramala, dove si conserva, sull'altare, la pietra su cui sedette Cristo quando apparve a S. Francesco; il Sasso Spicco, gigantesca fenditura nella roccia presso cui il Santo sostava in preghiera; il “letto di S. Francesco”; il corridoio delle Stimmate, costruito nel 1578 ed affrescato nel nostro secolo dal pittore Baccio Maria Bacci; la Cappella delle Stimmate, risalente al XIII secolo, il luogo più sacro del Monte, ove Francesco “da Cristo prese l'ultimo sigillo”; il “Quadrante”, piazzale centrale del Santuario dal quale si gode di uno stupendo panorama. Sono presenti all'interno del complesso religioso molte altre cappelle, chiostri ed oratori, oltre al convento, assai vasto, ove vivono i frati francescani.

 

pozzo del quadrante (e.l.)

il pozzo del Quadrante(E.L.)

a. della robbia - crocifissione

A. della Robbia, Crocifissione Alessandri (A.F.S.V.)

corridoio delle stimmate (m.m.)

Il corridoio delle Stimmate(M.M.)

panorama dallo scoglio delle stimmate (m.m.)

Panorama dallo "Scoglio delle Stimmate" (M.M.)

Particolarmente suggestiva la foresta monumentale che si inerpica su per il Monte Penna, con piccole cappelle, tra cui quella detta “del Faggio”, edificata sul luogo ove Cristo apparve al beato Giovanni della Verna. Impressionanti anche il baratro e il masso di “frate Lupo” dove, secondo la leggenda, il brigante Lupo, prima di essere convertito da Francesco, teneva i suoi prigionieri. La salita e ridiscesa dal Monte Penna (m. 1283), in cima al quale, presso una cappella edificata nel 1580 si può godere di una vista incomparabile che spazia sino alla Romagna, alle Marche, all'Appennino modenese e, secondo alcuni, fino al Gran Sasso d'Italia, possono essere fatte seguendo un sentiero ad anello segnato dal CAI, lo 051. Un percorso circoncentrico allo 051 è lo 056, collegamento tra il sentiero GEA 50 e lo 053, che porta da La Verna a Rimbocchi attraverso il Poggio Montopoli. Un'altra miriade di sentieri si dirama dalle falde del monte Penna: lo 043 che da La Beccia giunge sino al Corsalone; il 50, dalla Verna all'Alpe di Catenaia passando dall'Eremo della Casella, e dalla Verna al Poggio Tre Vescovi; lo 055 per Giampereta, lo 033 per Gargiano; lo 046, che da La Beccia giunge quasi fino a Banzena; lo 061 che da La Verna porta a Pieve S. Stefano passando da Compito, Montalone e Mignano e vari altri.


>>>Continua.....

 

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