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V.le S.Francesco 42 - 52010 - Chiusi della Verna (AR) - Tel. 0575/599611

 

Cenni Storici


 

Alberi, fiori ed animali intorno a Chiusi della Verna

Come abbiamo già avuto modo di osservare, la foresta monumentale de La Verna rappresenta un esempio unico di foresta primaria appenninica, questo grazie all'opera di tutela da sempre esercitata nei confronti del bosco da parte dei frati francescani. Essi praticavano per le loro necessità “tagli saltuari” che, limitandosi all'abbattimento di piante di grandi dimensioni, preservavano i caratteri originari della selva. Anche il sottobosco fin dall'epoca di San Francesco è stato tutelato in modo tale da consentirne il rinnovamento e conservarne l'equilibrio naturale. La consociazione Abete Faggio rappresenta l'aspetto caratterizzante della foresta. Alcuni esemplari arborei raggiungono altezze fra i 45 ed i 50 metri e diametri a petto d'uomo fino a 180 cm. Sul versante Nord e Nord-Ovest del Monte Penna si attesta la fustaia mista di latifoglie a prevalenza di Faggio, Acero montano e riccio, Frassino, Olmo, Tiglio, Carpino, Sorbo. Questo tipo di vegetazione caratterizza ad esempio la zona del Lago di Chiappino, raggiungibile dal percorso sopra segnalato.

la foresta di faggi

La "Scogliera" attraverso i faggi (M.M.)


Nelle zone a Nord-Ovest del Santuario, tra la Ghiacciaia e la Scogliera delle Stimmate, e a Sud del Santuario, in località Canipale si trova invece la faggeta pura, con piante che superano i 52 metri di altezza.
Un terzo della foresta mista di Faggio-Abete venne purtroppo abbattuta nel corso di un terribile fortunale che colpì il bosco nella notte del 31 Dicembre 1943. La zona devastata è stata poi rimboschita con abete bianco ed altre latifoglie. Le condizioni metereologiche, più che la mano dell'uomo, hanno qui nel corso degli anni danneggiato piante monumentali, come il Cerro della Cappella degli Uccelli, schiantatosi durante un temporale nel 1985 o l'Abetone, vecchio di 800 anni, svettato da un fulmine a 35 metri di altezza.

 

galanthus nivalis

Galantus Nivalis (G.G.)

 

La foresta de La Verna, sempre grazie alla scarsa antropizzazione e alla conservazione degli equilibri naturali, è anche caratterizzata da una ricchezza botanica eccezionale, con centinaia di specie che iniziano a fiorire da Marzo ad Ottobre. Oltre un terzo della flora dell'intero Parco Nazionale cresce intorno al Monte di San Francesco. P. Ginepro Giacomelli, un frate francescano botanico e fotografo di recente scomparso, ha lasciato un patrimonio di bellissime foto che testimoniano la maggior parte delle specie censite, dal ciclamino al croco, dal Lilium alle orchidee selvatiche.

lilium (croceum)

Lilium (Croceum) (G.G.)

orchidea selvatica

Orchidea selvatica (E.L.)

 

A La Verna e comunque nell'intero territorio comunale si trova anche una ricca varietà faunistica, con una grande diffusione di specie come il Cinghiale ed il Capriolo che hanno saputo trarre vantaggio dalla presenza di ampie zone con antropizzazione scarsa o nulla. La Lepre è anch'essa presente, anche se la riduzione delle aree coltivate ne ha provocato un progressivo declino. 

Molti altri animali trovano riparo e cibo, specialmente nella foresta de La Verna; tra di essi possiamo nominare il Daino, il Cervo, l'Istrice, il Riccio, il Ghiro, il Tasso, la Volpe, lo Scoiattolo e molti altri, compreso il Lupo, più volte segnalato nell'Appennino centro-settentrionale. Per quanto riguarda l'avifauna è anch'essa ricca ed abbondante su tutto il territorio. Tra i rapaci diurni possiamo annoverare la Poiana, il Gheppio e lo Sparviero, con la presenza sporadica dell'Aquila reale; tra quelli notturni l'Allocco, la Civetta, il Barbagianni e il Gufo, reale e comune.

volpino

Volpino (E.L.)

Oltre novanta specie di uccelli sono censite nella sola zona della Foresta de La Verna: tra di essi il Picchio, verde e rosso, il Torcicollo, la Beccaccia, il Cuculo, la Tortora, il Merlo, il Fringuello, il Passero, la Ghiandaia e molti altri, che accolgono con il loro canto i visitatori di questo angolo di Toscana rimasto intatto nei secoli, come accolsero San Francesco quando, quasi ottocento anni fa, salì per la prima volta alla “rupe selvatica” ove avrebbe trascorso il periodo più mistico della propria esistenza terrena ricevendo le Sacre Stimmate.

 

il capriolo

Capriolo (U.F.)

 

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